Il percorso di oggi è stato molto bello: immerso nella natura, su un altopiano e in mezzo al bosco.
Peccato però che per me non è partita bene. Ho iniziato a camminare lasciando indietro gli altri, ma il dolore ai piedi era lancinante! Ho resistito, ho litigato con i miei piedi maledicendoli e infamandoli, ma non è servito… dopo pochi Km mi sono dovuta fermare, ero altamente arrabbiata! Quando gli altri mi hanno raggiunto hanno capito che non stavo bene e che non volevo nessuno, così si sono avviati. Una volta rimasta sola sono riuscita a sciogliermi! Quel classico pianto che tutti i pellegrini si aspettano di fare.
Non sono riuscita a liberarmi del tutto…però è stato un buon inizio.
Gualtiero( che ogni tanto sta con noi) era rimasto indietro e mi ha chiesto se avevo bisogno di parlare, gli ho detto di no (altrimenti non sarei riuscita a piangere in sua presenza), ma prima che potesse andare via ho iniziato a parlare.
Dopo un po’ si è avviato e mi ha lasciato il mio tempo per pensare, scrivere, ecc…intanto avrei aspettato Luca (che era indietro). Era passato troppo tempo e Luca ancora non era arrivato, così ho ripreso il cammino, qualche metro (s’intende in centinaia, ovvio) dopo mi vedo correre incontro un tipo simile a Gualtiero…era lui; ho pensato fosse successo qualcosa a Luca, invece mi stava venendo a chiamare perché Luca aveva fatto l’autostop e pensava fossi ancora ad aspettarlo. Ha fatto non so quanti Km per venirmi ad avvisare…
Da lì ho proseguito in compagnia di Luca, o meglio ho fatto compagnia a Luca… Ma se non ci fosse stato lui, con le sue assurde canzoni, non avrei mai parlato dei miei nonni e del dolore che ho ancora dentro, forte e latente, e non sarei riuscita a buttarlo fuori.
Poco prima dell’ultimo paese ho incontrato un ragazzo (italiano…ma quanti cavolo di italiani siamo?????) e parlando siamo arrivato al bar dove ci aspettavano gli altri, così si è fermato con noi e ha proseguito insieme.
Abbiamo ripreso a camminare. Luca ha fatto (di nuovo) l’autostop e ha trovato un passaggio fino a Burgos, mentre io e Giovanna abbiamo deciso di fare la strada lungo il fiume (gli altri ragazzi hanno preso quella sulla strada asfaltata). Percorso bellissimo! All’inizio era tutto intorno all’aeroporto, quindi orribile e infinito, ma poi la strada entra in un boschetto e continua costeggiando un fiume fino alla città. Molto bello!
Purtroppo però quando sono arrivata ho trovato gli altri a sedere sugli scalini davanti all’albergue, con gli zaini ancora accanto… brutto segno! Infatti l’albergue era pieno, ma anche gli altri albergue/hotel erano pieni perché, essendoci il ferragosto, c’erano molti turisti…
Panico.
DI NUOVO???
Abbiamo fatto un giro per tutte le chiese (ben 3 intorno alla cattedrale) per chiedere ospitalità, ma nessuna chiesa rimane aperta la notte e quindi niente da fare! Di nuovo all’addiaccio…
Invece, dopo un po’ che ormai c’eravamo rassegnati all’idea dei gradini di pietra come letto, abbiamo deciso di fare una cosa davvero terribile!! Ma necessaria!!
Abbiamo approfittato della possibilità di fare la doccia in albergue per entrare, con l’idea di non riuscire e quindi dormire per terra in una delle camerate.
E così abbiamo fatto: doccia, cena con kebab e patatine prese da chi ha avuto il letto, poi abbiamo steso i sacco a peli sul pavimento davanti alle docce e buona notte.
Sono stata davvero combattuta all’idea di dover infrangere una regola e di stare in modo “abusivo in un albergue municipale…ma la decisione l’ho presa in un minuto e i dubbi e i sensi di colpa sono venuti dopo. Ad aiutare la mia scelta è stata la vastità di spazio vuoto, completamente VUOTO, all’interno della struttura e la terribile impossibilità di accoglierci, anche se per terra, nonostante fossimo tanti…
Beh, almeno dormo!
Letto tutto in un fiato!
Quante cose… brava vai così che stai camminando bene sulla tua vita.t.v.b.
Grazie mammi!!!! ♥♡♥♡