Ci siamo svegliati con calma e siamo andati a fare colazione al bar davanti all’albergue, la televisione era accesa e al TG abbiamo avuto ulteriori notizie sul terremoto nelle Marche, cosa che ha ri-azzerato la gioia…
Siamo partiti, tra un silenzio e una parola detta a caso, in mezzo alla nebbia…
Nicolas voleva vedere il castello assolutamente, ma quando siamo passati noi era chiuso, mi ha proposto di rimanere a fare colazione (di nuovo???) e poi visitare il castello, ho preferito camminare piuttosto che visitare… Quindi Nicolas è andato per conto suo, mentre noi ci siamo soffermati ad un parco giochi per divertirci con la “ragnatela”!!!!
Abbiamo camminato più o meno insieme… non è un gruppo veramente a gruppo, cioè non mi sembra che ognuno di noi si senta legato a tutti gli altri e quindi non ci si aspetta a vicenda, non ci si mette a chiaccherare… non lo sento proprio il mio gruppo. Forse è per questo che rimango indietro a lungo, che mi fermo per scrivere, che cammino più veloce (per poi fermarmi ad aspettarli… inutilmente). O comunque io non ricevo questo trattamento e mi sento un po’ tagliata fuori dalle relazioni con loro…ma non mi interessa nemmeno, altrimenti ci avrei provato e adesso non ne parleri.
Abbiamo incontrato un fiume…anche oggi…ma io non avevo voglia di fare il bagno, come anche gli altri, quindi ci siamo messi sul pratino fresco e morbido e abbiamo pisolato un po’. Michele è rimasto con noi per qualche minuto, poi ha ripreso a camminare per raggiungere Michela (e quell’altra ragazza che detesto! *) Siccome era venuta fuori l’idea di fare un autostop e io non ne avevo assolutamente voglia, mi sono messa a camminare da sola, lasciandoli lì a poltrire.
La camminata sotto al sole, sull’asfalto e senza acqua è stata terribile!! Fortuna che è durata solo 4Km, perché poi ho trovato una specie di bar, al primo paesino Pieros, che io chiamo oasi. È stata una salvezza! Avevo bisogno sia dell’acqua che del bagno!
L’hospitalera è una persona splendida! Mi ha accolto con un bel sorriso ed entrando nel bar (tutto in legno, molto naturale e new stile) ho sentito una forte energia positiva! Quindi mi sono messa a chiacchierare con lei e mi ha raccontato di alcuni pellegrini che sono tornati sul cammino per aprire bar, albergue, ristoranti ecc, nello spirito del pellegrinaggio e per tenere viva la loro esperienza! Mi ha emozionato molto, non tanto per quello che mi ha detto perché ne avevo sentite di storie simili, quanto per come me lo raccontava: era come innamorata di questi ragazzi e mostrava ammirazione per quello che avevano deciso di fare. Mi ha fatto una specie di cartina per segnarmi i posti di questi ragazzi. Spero di riuscire a passare!
Il resto della camminata è stato bellissimo: ero da sola, non c’era nessun altro pellegrino a giro, né davanti né dietro…mi sentivo felice e avevo bisogno di tirarlo fuori quindi all’improvviso mi sono messa a saltare e danzare e cantare!!!! È incredibile lo so.
Quando sono arrivata a Villafranca mi sono fermata al primo albergue, quello municipale (che non mi ispirava per niente!!) istintivamente, senza sapere dove fossero gli altri… quando finalmente mi hanno risposto mi hanno detto che stavano facendo l’autostop e che si sarebbero fatti portare il più avanti possibile…
Per la cronaca io non volevo fermarmi a Villafranca, ma volevo proseguire fino al paesino dopo per accorciare la tappa di domani, però mi sono adattata alla decisione di tutti di rimanere a Villafranca…. ma alla fine ero l’unica ad esserci!!!
Ho accettato questa situazione con “troppa” gioia, pensando che avrei fatto finalmente quello che mi andava, come scrivere il blog, scrivere sul quadernino…cucinare…
Invece, uscita dalla doccia, riconosco il beauty di Giovanna, è stata una bella sorpresa perché mi aveva appena scritto dicendomi che andava ad un altro albergue (domiciliare)!! Quindi siamo andate in paese a comprarci la cena, poi ci siamo fermate in un bar e ci siamo bevute una birra. Tutta vita!!!
Ed ecco che incontriamo Vincenzo e Giuseppe, due ragazzi di Messina, con cui ho parlato spesso ma poco e camminando. Sono andati all’albergue domiciliare e hanno trovato le cimici!! Fino ad ora le avevano trovate tante altre persone, anche solo la Laura, o le due spagnole (Erola e Andrea), ma questa volta la situazione era critica: ce ne erano veramente tante e gli hospitaleri hanno pensato di risolvere la situazione delimitando la zona “contaminata” con un materasso, in attesa del disinfestatore (che ha spruzzato un po’ di prodotto solo nella zona dietro al materasso)!!!!! Assurdo!
Verso le 21/21.30 eravamo ancora al bar a chiacchierare, ma la fame si faceva sentire. Siamo andate a cucinare all’albergue e per puro caso (!!) Nicolas ci ha viste da fuori dell’albergue (è una cosa davvero impossibile e incredibile, perché per un frazione di secondo sia io che lui siamo passati davanti alle porte vedendoci attraverso il corridoio…ripeto incredibile!) E pensare che è passato di lì solo per caso! Abbiamo cenato insieme, ridendo e rimanendo ancora increduli per esserci ritrovati.
Domani cammineremo tutti e tre insieme…speriamo solo che Nicolas non cammini veloce come al solito…