Sveglia dell’hospitalero alle 6.00 e colazione spartana nell’albergue. Poi partenza per la… Cruz de hierrooooooo!!!!!!! La salita non mi è sembrata così terribile come l’avevano descritta! E inoltre ho avuto l’immenso piacere di vedere un’alba pazzesca: colori nuovi, unici, forti e dolci; un’esplosione di luce dietro alle montagne, che trova il modo di uscire da sotto le nuvole; uno spettacolo di forza della natura e di puro amore per la vita! Modo perfetto per iniziare la giornata!! Se solo non fosse per la terribile notizia che abbiamo ricevuto del terremoto nelle Marche! Non mi ricordo se l’ho scritto, Lorenzo è delle Marche e Giovanna ci lavora da anni….quindi la notizia ci ha sconvolto ancora di più! Per fortuna i loro parenti, amici e conoscenti stanno bene (magra consolazione….).

Dopo circa 10 minuti di cammino siamo arrivati alla croce di ferro: una montagna di sassi su cui si trovava una croce, nemmeno tanto grande come ci si potrebbe aspettare… perché in realtà la grandezza di questo punto, di questo posto, è il suo significato; lasciare la pietra portata con te per tutto il cammino, presa apposta per questo momento, per lasciarci una parte di sé, è quasi come dire “ok, sono arrivata fino a qui, dove lascio il peso che mi sono portata dietro e che mi ha spinto a partire, a camminare, e adesso sono pronta per un nuovo pezzo, per una nuova me“… lasciare quel sasso per me è stato anche una conferma “sono arrivata fino a qui, ce l’ho fatta!!!“.

Oltre al mio sassolino ho lasciato anche un sasso più grande, come “sostituzione” di quelli di Andrea e di Laura, che per pochi chilometri non sono potuti arrivare fino a qui.

Poco dopo aver passato la croce mi sono fermata, per scrivere…non sapevo cosa, delle emozioni provate oggi, o di quelle di ieri, o del panorama che stavo guardando, o di scrivere sul cammino in generale…volevo solo scrivere. Fermandomi per un po’ di minuti gli altri altri mi hanno distanziato molto, così all’insegna della distanza da Santiago e da altre varie città di tutto il mondo, l’altro punto interessante della tappa, ci sono arrivata da sola e loro non c’erano (ho scoperto dopo che si sono soffermati). È stato suggestivo, l’ho visto in foto ma avercelo davanti, poterlo toccare e poter osservare ogni singolo cartello e distanza è stato pazzesco! E senza che nessuno mi mettesse fretta!! 🙂

Il rifugio dietro a questo segnale​ è in stile templare ed è molto carino!! Molto suggestivo e curioso! Anche se devo ammettere che mi ha messo un pochino in ansia (ripeto che è suggestivo….).

Passato questo punto è iniziata una discesa che serviva solo ad anticipare e presentare una grande montagna che dovevo salire… ovviamente. Intanto il cielo si era oscurato e prometteva pioggia.

Non so se riesco a far capire l’emozione e la soddisfazione di aver camminato fino in cima ad una montagna… certo dopo più di 20 giorni di cammino dovrei essermi abituata alle montgne, eppure ogni volta che arrivo in cima ad una e un’altra mi rimane alle spalle sento una grande gioia, una forte emozione e un’enorme voglia di andare sempre avanti.

Ho ritrovato i miei amici al bar dopo la salita, così siamo ripartiti  insieme, prossima sosta: fiume di Molinaseca per un bagnoooo!

In realtà ci siamo fermati al primo paesino, subito dopo la discesa. Matteo e Michela hanno avuto diverse difficoltà con la discesa per problemi alle ginocchia; è oggi che sono riuscita a “legare” un po’ con Michela, rimanendo con lei nella discesa abbiamo avuto modo di parlare un pochino (fino ad ora non c’era stato un vero scambio né una vera conversazione, anzi… per un momento mi sono sentita quasi sostituire come “fiorentina”).

In quel paesino insomma abbiamo ritrovato la pattuglia medica di ieri, cosi Luca e Giovanna si sono fatti controllare per scrupolo… a Luca hanno ribucato una vescica perché gli si stava infettando, a Giovanna hanno ttagliato l’elastico dei calzini (tecnici ma corti) perché dicevano che era troppo stretto e non gli faceva passare il sangue.

Finalmente siamo arrivati al fiume!!! Bagno!!! L’acqua era gelida!

Siamo stati al sole ad asciugarci per molto tempo…e quando è artivata l’ora di partire i tuoni hanno iiniziato a rombare, esattamente nella direzione in cui dovevamo andare!!! Infatti non è passato molto tempo che ha iniziato a piovere! Siamo arrivati a Ponferrada dopo le 19.00, bagnati e affamati. Non avevamo voglia di cucinare e quindi siamo andati a cercare qualcosa che fosse aperto (non si sa mai…con questi orari spagnoli), ma prima di uscire dall’albergue il gruppo di spagnoli (quello che ho conosciuto a Burgo el Ranero) ci hanno invitato a cenare con loro, cucina spagnola. Che carini!! Eravamo tantissimi! Infatti ci siamo dovuti dividere su due tavoli…la cena era una pasta con sopra (come condimento) insalata verde e pomodorini, accompagnata da qualche pezzo di chorizo (un tipo di salame mooooolto tipico). Assurda!!! Però era buona….lo so è assurdo!!!! Ma il pezzo forte è stato il dopo cena: mohito fatto a mano!! Mucho gusto!!!!

Non so se riuscirò a rendere l’idea della confusione che c’era in quella cucina-soggiorno-ingresso, però ci provo! Ognuno si faceva gli affari suoi, ovvero se gli serviva un utensile che aveva un’altra persona se lo prendeva, oppure lo chiedeva con arroganza e prepotenza; inoltre ognuno pensava di essere a casa sua e quindi di poter decidere per gli altri. Mentre cenavamo sono venuti più volte a chiederci se usavamo una forchetta, piuttosto che un piatto… ma mi chiedo io non lo vedi che sto mangiando?!?!?

Siccome gli spagnoli avevano fatto la spesa, cucinato, apparecchiato, io ho fatto la mia parte (la solita!!) ho rigovernato. Ma non avevo pace!! La gente mi toglieva letteralmente di mano le cose che stavo lavando o che dovevo pulire!!! Alcuni di loro mi hanno perfino detto (e non chiesto) che cosa dovevo lavargli!! Da folli! Ci ho messo il doppio del tempo e ho fatto una fatica enorme!!!!! Tuttavia sono stata “ripagata” da una buona bottiglia di birra (sempre offerta dagli spagnoli!) Che dolci!!

Ma non è finita qui! Abbiamo ritrovato Nicolas (il ragazzo francese, molto religioso, un po’ assurdo, simpatico….vabbè) e abbiamo parlato molto a lungo.

Domani vorrei visitare il castello di Ponferrada, sembra molto bello!

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