La mattina ci siamo alzati per primi, perché volevamo raggiungere gli altri e camminare con loro… purtroppo però anche loro hanno deciso di partire presto e quindi Nicolas ha rallentato il passo, fermandosi ad ogni animale (mucca o cavallo) che vedeva, fermandosi troppo a lungo ad ogni punto da cui di vedeva la vallata… Non che non lo facessi anch’io, ma almeno le mie soste erano di ammirazione di qualche minuto e non di qualche decina di minuti per volta!
Insomma, per fare quei fatidici 5 Km da La Faba a O’ Cebreiro ci abbiamo messo 3 ore!!! Troppe!!!
Arrivati a O’ Cebreiro abbiamo deviato dal percorso e siamo andati su una collina che ci immaginavamo fosse un perfetto punto panoramico. Avevamo ragione! Mi sono seduta davanti ad una vallata, con solo montagne davanti a me, tutte diverse l’una dall’altra. Un vero spettacolo! Le ho osservate, ho preso l’energia che quel posto mi dava e mi sono liberata dai pensieri che non condividevo con me stessa. Dopo una buona mezz’ora ero pronta per ripartire, ma Nicolas non dava segni di finire (molto spesso si ferma per meditare… a lungo) quindi dopo averlo aspettato per un bel po’ ho deciso di partire con calma, tanto mi avrebbe raggiunta presto.
Sono arrivata alla statua del pellegrino, una delle tante, molto suggestiva: è in cima alla montagna, guarda verso la valle e sembra quasi un pellegrino che cammina nonostante il vento, il freddo, la fatica e il dolore; non ha la faccia sofferente, si arregge il cappello per il vento e i suoi passi sembrano bloccati. Mi ha commosso e ora che lo descrivo mi sta facendo capire molte cose sul mio cammino.
Una ragazza, che sta facendo il cammino con il babbo 71enne, mi ha chiesto se volevo una foto con la statua, quindi mi ci sono arrampicata sopra! L’avrei mai fatto prima? Forse, o forse no… Poi mi ha chiesto se studio o lavoro (parla molte lingue, tra cui l’italiano) e mi ha proposto di fare un video per un suo progetto di lavoro nel quale dire cosa studio e cosa ho trovato nel cammino. L’ho fatto in italiano, ma poi mi ha chiesto se glielo facevo anche in inglese… aaaah! Panico! Me ne ha fatti fare 2, in entrambi mi impappino e inizio a ridere… spero usi quello in italiano!
Nicolas non era lì, non lo hanno visto passare… non potevo credere di essere davvero così tanto più veloce di lui… ho deciso che lo avrei aspettato al Monte do Pollo (altra montagna alta di oggi).
Arrivata in cima…non c’era niente. Nulla di interessante, nulla di piacevole da vedere… c’erano solo due bar, di cui uno con le galline libere che stavano in mezzo ai piedi. Lì ho trovato i due ragazzi Messinesi (Vincenzo e Giuseppe) che stavano ripartendo.
Ho aspettato Nicolas per mezz’ora, mangiando una empanada al tonno pazzesca! Ha pranzato anche lui e poi quando ero pronta per partire si è messo a pregare o a fare meditazione… per un’altra mezz’ora…. Non ne potevo più! Ma ho aspettato. Così ci hanno raggiunto sia la ragazza del video con il babbo, sia le due ragazze genovesi di ieri sera…quindi mi sono messa a parlare con loro mentre aspettavo che Nicolas finisse….. Il barista aveva trovato una credenziale e una carta d’identità, italiana, quindi ho letto il nome: Vincenzo, il ragazzo di prima. Allora ho deciso di prenderla per portargliela, lasciando il mio numero di telefono a tutti gli italiani che erano li e che avrebbero potuto incontrarlo e avvisarlo.
Finalmente siamo ripartiti, dopo 2 ore che ero arrivata!!! Mentre camminavano Nicolas inizia a raccogliere il sudicio da terra…è una bella cosa da fare, ma è veramente faticoso fermarsi di tanto in tanto e piegarsi per prendere a terra lo sporco.
Ci siamo ritrovati con la ragazza del video davanti ad un bar, il padre ci ha invitato ad assaggiare il riso con latte tipico. Era assolutamente buonissimo! Non so quanto tempo siamo rimasti a sedere a chiacchiera…penso un’oretta buona, che è diventata un’ora e mezzo quando sono arrivate anche le due genovesi. In tutto questo tempo, per non farmi mancare niente, una vespa mi ha punto! Era dietro al collo e, non sapendo cosa fosse, l’ho tolta con la mano e così mi ha punto!! Dolore atroce, lo sguardo della ragazza era di terrore (pensava fossi allergica…non so perché), per fortuna ho portato il dopo puntura!! Mi si è sgonfiato il dito abbastanza velocemente.
Per riprendere a camminare ho dovuto insistere molto con Nicolas e ho dovuto usare la “scusa” che dovevo portare la credenziale al ragazzo…allora si è sbrigato!
Una volta arrivati al paese Tricastela, ho incontrato Vincenzo e gli ho reso la credenziale, mi ha ringraziato molto tanto da volersi sdebitare con una birra (a parer mio non ho fatto granché, cioè non ho fatto uno sforzo o non ci ho messo un chissà che impegno), ma la birra gliela go accettata. Tuttavia dovendo arrivare al paese dopo, a quindi altri 17Km, perché i miei amici avevano deciso di allungare la tappa, gli ho rinviato a birra alla prossima volta che ci vediamo.
Non potevamo camminare ancora, erano le 19.30 e non saremmo mai arrivati! Il bus non c’era, l’ultimo era alle 17 e il giorno dopo non passava perché era domenica; il taxi costava minimo 20€; rimaneva solo la possibilità di un autostop, ma non c’era movimento, non c’erano molte persone né a piedi né in macchina. Come un miraggio sono arrivati una coppia con un bambino che stavano salendo in auto, non ho perso un secondo: sono andata da loro e gli ho detto che dovevo arrivare a Samos, ma non potevo camminare…senza rendermene conto avevo iniziato a parlare in finto spagnolo ed ero finita a parlare inglese veloce….non potete immaginare la faccia del tipo!!!! Per fortuna il signore accanto a lui, che era il fratello, ha capito tutto. Senza che passasse un secondo di tempo ha detto “Devi arrivare a Samos? Ti porto io”.
Che gente stupenda che incontri sul cammino, che gente meravigliosa che incontri nel mondo!