Dopo la mortale sveglia, dopo una notte bella ma stancante, abbiamo fatto colazione tutti insieme in un bar. Appena ho visto Laura e Andrea mi è venuto un groppo in gola e non ho voluto abbracciarli perché altrimenti avrei iniziato a piangere…. Purtroppo quel momento non ha ritardato troppo ad arrivare, infatti appena finita la colazione c’è stato un momento di silenzio: tutti sapevamo che cosa stavamo per fare, che cosa avremmo dovuto fare, ma nessuno iniziava.

La molla è stata la foto: l’ultima foto di gruppo, da cui sono scattati abbracci e quindi lacrime. Un momento intenso, forte. Adesso tutto cambierà: qualcosa in me si è rotto, bene male non so, quello che mi è rimasto sarà forte; il nostro gruppo non sarà più uguale; il cammino adesso cambierà tanto…

Tra le lacrime siamo partiti per la prossima tappa. L’orario è stato il peggiore fino ad ora, abbiamo iniziato a camminare dopo le 10 (!!!!) e dovevamo fare una tappa doppia!!!

Piccola parentesi:

Ieri all’albergue ho rincontrato due persone che temevo non avrei più rivisto: Nicolas (il ragazzo francese molto religioso…non so se ne ho parlato) e Tomas (l’altro ragazzo francese che mi ha agganciato mentre camminavo da sola). È stata una vera sorpresa!!!

Quindi stamani Nicolas doveva camminare con noi ma, essendo un soggettone, ci ha “perso” e siamo partiti senza di lui. I miei rimasti compagni di viaggio hanno deciso di fare l’autostop sin dall’inizio, mentre io ho deciso di camminare fino a quando riuscivo, poi li avrei raggiunti in qualche modo. Alla fine mi sono ritrovata a camminare con Tomas e il suo amico, che dopo non molto ha preso la variante (allungando il cammino).

La camminata sotto al sole è stata allucinante! E le pause che abbiamo fatto di tanto in tanto sono state più che necessarie! Con Tomas ho parlato davvero di tantissime cose, argomenti diversi tra loro e anche profondi; è stato piacevole!

Ad un certo punto del cammino l’ho distaccato, perché era a telefono e quindi gli ho lasciato un po’ di privacy, ma avevo iniziato a camminare cantando e pensando e quindi andavo così veloce che non riusciva a raggiungermi…mi sono dovuta “risvegliare” dal flusso di pensieri per aspettare Tomas.

Dopo circa 25/27 Km ho sentito che le mie energie erano finite e che quindi era l’ora di fare l’autostop o di prendere un bus. Ho salutato Tomas, come se fosse l’ultima volta che ci vedevamo (anche se credo che lo rivedrò) e poi ho iniziato a cercare un passaggio. Non è stato piacevole perché ero sulla statale, le macchine non si fermavano e faceva caldo…per fortuna, dopo un bel po’ che cercavo di arrivare alla città per prendere il bus, senza risultati, si è fermato un signore che mi ha portato un po’ più avanti, all’inizio del pueblo perchè avevo più possibilità, e poi mi ha detto che mi conveniva scrivere la destinazione su un foglio perché le persone si fermano più facilmente se sanno dove vai. Quindi, prima di scendere di macchina, mi ha dato un fogliaccio, ma con la penna non si leggeva assolutamente niente e inoltre il vento soffiava forte da piegarmi il foglio… insomma ero piegata in due dal ridere, immaginandomi la scena vista da fuori (ahahahah!!!!), e un altro tipo si è fermato portandomi fino a Astorga. Il tipo ha fatto il cammino qualche anno fa, ma ha retto solo 6 giorni; mi ha parlato dei paesini che passavamo come se dovesse pubblicizzarli e un po’ mi ha fatto stare male perché mi sarebbe piaciuto moltissimo vederli (anche solo di passaggio)…

Appena arrivata all’albergue ho fatto la doccia e poi mi sono addormentata di sasso, subito! Ero davvero stanchissima!!! Ho dormito fino a quando non è suonato il telefono: Giovanna…mmmh, allora forse mi stanno aspettando a cena…corro!

È stata una scena bellissima: tutti e 4 a tavola con un piatto pronto per me. Dopo tutta la fatica fatta e il sonno mancante, questo piccolo gesto è stato molto apprezzato!

Cena buonissima e piacevole! Anche se sembrava mancasse qualcuno… E dopo cena siamo andati in paese perché c’era una festa, ma il concerto iniziava dopo il nostro coprifuoco, quindi niente festa!

Grazie a Laura e Andrea ho capito davvero tante cose di me e camminando ho scoperto che ne sento la mancanza ma in modo positivo.

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